Un’ondata di maltempo di eccezionale intensità ha attraversato nel pomeriggio e nella serata di mercoledì 15 luglio gran parte del Nord Italia, lasciando dietro di sé una lunga scia di danni, alberi abbattuti, tetti scoperchiati, blackout e collegamenti ferroviari interrotti.
Non si è trattato di un semplice temporale estivo, ma di un vasto sistema convettivo a mesoscala, una struttura temporalesca estesa e organizzata capace di percorrere centinaia di chilometri mantenendo al proprio interno fenomeni estremamente violenti.
Il sistema si è sviluppato tra le Alpi occidentali e il Piemonte, per poi attraversare rapidamente Lombardia ed Emilia-Romagna da ovest verso est. Proprio in Emilia il temporale ha raggiunto la massima intensità, con raffiche di vento superiori ai 100 chilometri orari, nubifragi, grandine e migliaia di fulminazioni.
Il primo bilancio comprende una vittima nel Modenese, una persona rimasta intrappolata in automobile a Bologna, centinaia di richieste di soccorso e pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale e ferroviaria.
Grandine come noci nel Torinese
I primi temporali particolarmente intensi hanno interessato il Piemonte e in particolare la provincia di Torino.
Le zone maggiormente colpite sono state la Val di Susa e la Val Chisone, con fenomeni violenti segnalati a Bardonecchia, Pragelato e Pinerolo. In queste località sono caduti chicchi di grandine grandi anche come noci, accompagnati da rovesci molto intensi.
Anche Torino è stata raggiunta dal temporale intorno alle 14, ma le precipitazioni sul capoluogo sono durate meno di un’ora e non hanno prodotto un calo duraturo delle temperature.
Il sistema ha successivamente proseguito il proprio movimento verso la Pianura Padana, organizzandosi ulteriormente mentre incontrava aria estremamente calda e carica di umidità.
Piacenza risparmiata dai danni più gravi
Il fronte ha raggiunto l’Emilia-Romagna dal settore occidentale, attraversando inizialmente la provincia di Piacenza.
Nel Piacentino sono state registrate piogge intense e forti raffiche di vento, ma il passaggio è avvenuto senza danni particolarmente ingenti rispetto a quanto sarebbe accaduto poco dopo nelle province più orientali.
A causa dell’allerta e del rischio di caduta di rami e alberi, il Comune di Piacenza aveva comunque disposto la chiusura precauzionale dei parchi pubblici.
Parma colpita da vento, nubifragi e blackout
Una delle prime città emiliane colpite duramente è stata Parma.
Un violento temporale ha investito la città e la provincia provocando allagamenti, blackout e numerosi alberi abbattuti. Sono stati segnalati danni anche allo stadio Sergio Lanfranchi, mentre la circolazione ferroviaria ha subito ritardi e interruzioni.
Secondo le rilevazioni locali, nel capoluogo sarebbero caduti circa 31 millimetri di pioggia in appena 15 minuti, un quantitativo sufficiente a mandare rapidamente in difficoltà la rete di drenaggio urbano.
Forti raffiche e piogge torrenziali hanno interessato anche Fidenza e diverse zone della provincia.
Reggio Emilia: oltre 200 richieste di intervento
Il passaggio del sistema temporalesco è stato particolarmente pesante nel Reggiano.
In poco più di un’ora sono arrivate ai Vigili del Fuoco oltre 200 richieste di intervento. Le principali criticità hanno riguardato sottopassi e strade allagate, alberi abbattuti, tetti scoperchiati e cavi elettrici danneggiati.
Numerose utenze sono rimaste senza corrente, mentre diversi tronchi caduti hanno bloccato o rallentato la viabilità cittadina e provinciale.
A Poviglio è stato scoperchiato l’edificio che ospita l’oratorio San Filippo Neri. Sono stati inoltre segnalati danni alle automobili e alla rete elettrica.
La stazione ferroviaria di Reggio Emilia è stata interessata da infiltrazioni e allagamenti, mentre il concerto dei Nomadi previsto in città è stato annullato per ragioni di sicurezza.
Un morto nel Modenese durante il nubifragio
Il bilancio più grave arriva dalla provincia di Modena.
A Bomporto, lungo via per Bastiglia, due automobili si sono scontrate frontalmente proprio mentre sulla zona si abbatteva il temporale. Un uomo di 68 anni ha perso la vita, mentre il conducente dell’altra vettura, un uomo di 78 anni, ha riportato ferite lievi.
Secondo le prime ricostruzioni, la fortissima pioggia e la scarsa visibilità potrebbero aver contribuito all’incidente. La relazione diretta con il maltempo dovrà comunque essere confermata dagli accertamenti.
Nel Modenese sono state registrate raffiche comprese tra 80 e 90 chilometri orari, con alberi e grossi rami caduti, interruzioni elettriche e numerosi interventi di emergenza.
Bologna investita da raffiche superiori ai 120 km/h
Dopo aver attraversato il Modenese, il sistema temporalesco ha raggiunto Bologna e la sua provincia con una violenza impressionante.
A Villanova di Castenaso è stata registrata una raffica di 122 chilometri orari, mentre nella località di Dosso il vento ha raggiunto circa 120 chilometri orari. Altre rilevazioni regionali hanno registrato punte prossime ai 125 chilometri orari.
Le raffiche hanno abbattuto numerosi alberi in città. In via Saragozza, all’incrocio con via Valdossola, una persona è rimasta intrappolata all’interno della propria automobile dopo la caduta di un albero ed è stata liberata dai Vigili del Fuoco.
Altri alberi sono caduti in viale Lenin e in numerose strade del capoluogo. Si sono verificati allagamenti, interruzioni della corrente elettrica e danni a strutture e coperture.
Il vento ha danneggiato anche parte della copertura dello schermo cinematografico allestito in piazza Maggiore, senza però provocare conseguenze alle persone o l’annullamento delle proiezioni.
Migliaia di fulmini sono stati rilevati tra Modena, Bologna e Ferrara mentre il cuore del sistema attraversava la regione.
Ferrara: alberi abbattuti, blackout e A13 bloccata
Il temporale ha successivamente investito il Ferrarese, accompagnato da raffiche violentissime, pioggia intensa e frequente attività elettrica.
Numerose zone tra il Bolognese e il Ferrarese occidentale sono rimaste senza corrente elettrica. La caduta di alberi e rami ha provocato disagi diffusi alla circolazione locale.
La situazione più critica si è verificata lungo l’autostrada A13 Bologna-Padova. Tra Ferrara Sud e Altedo, in direzione Bologna, un albero è caduto sulla carreggiata provocando il blocco del traffico e una coda arrivata a circa otto chilometri.
La pianta è stata rimossa soltanto intorno alle 22, permettendo la graduale riapertura di tutte le corsie.
Treni bloccati e linee ferroviarie interrotte
La caduta di alberi e grossi rami sui binari ha causato interruzioni e rallentamenti su numerose linee ferroviarie regionali.
I problemi hanno interessato le tratte:
- Reggio Emilia-Ciano;
- Modena-Sassuolo;
- Casalecchio-Vignola;
- Parma-Suzzara;
- Modena-Mantova;
- Bologna-Ravenna-Rimini;
- Ferrara-Ravenna.
Diversi treni sono stati fermati durante il passaggio del temporale. Sulla linea dell’Alta Velocità la circolazione è rimasta attiva, ma sono stati segnalati alcuni rallentamenti.
Centinaia di interventi e oltre 70 centri operativi aperti
La vastità del sistema temporalesco ha richiesto l’attivazione di una macchina dei soccorsi particolarmente estesa.
In Emilia-Romagna sono stati aperti oltre 70 Centri operativi comunali. Vigili del Fuoco, Protezione Civile, forze dell’ordine e tecnici delle società elettriche sono intervenuti per liberare le strade, rimuovere le piante cadute, mettere in sicurezza tetti e strutture e ripristinare le utenze rimaste senza corrente.
Centinaia di telefonate sono arrivate anche al numero unico per le emergenze 112, soprattutto dalle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara.
Un sistema convettivo a mesoscala
La struttura temporalesca responsabile del maltempo può essere classificata come un sistema convettivo a mesoscala, spesso indicato con la sigla MCS.
Si tratta di un insieme organizzato di temporali che tende a svilupparsi su un’area molto vasta e a mantenersi attivo per diverse ore. Al suo interno possono formarsi celle particolarmente intense, capaci di produrre grandine di grosse dimensioni, nubifragi, un’elevata attività elettrica e violentissime raffiche lineari.
Il sistema è stato alimentato dalla grande quantità di energia accumulata dopo giorni di caldo estremo. Sulla Pianura Padana erano presenti temperature comprese tra 36 e 38 gradi e tassi di umidità molto elevati.
L’ingresso di aria leggermente più fresca in quota ha destabilizzato l’atmosfera, trasformando il calore e l’umidità presenti nei bassi strati in carburante per i temporali.
Raffiche distruttive e possibile downburst
Gran parte dei danni osservati è riconducibile alle fortissime raffiche discendenti generate dai temporali.
Quando grandi quantità di pioggia e grandine trascinano verso il basso l’aria più fredda presente all’interno della nube, questa raggiunge il terreno ad alta velocità e si espande orizzontalmente.
Il fenomeno prende il nome di downburst e può provocare raffiche superiori ai 100 chilometri orari su aree molto estese. A differenza di una tromba d’aria, il vento tende a propagarsi in linea retta dal punto di impatto con il terreno.
Le raffiche registrate tra Modena, Bologna e Ferrara, comprese localmente tra 120 e 125 chilometri orari, spiegano l’elevato numero di alberi abbattuti, tetti danneggiati e interruzioni elettriche.
Dal caldo estremo a 20 gradi in pochi minuti
Il passaggio del sistema temporalesco ha inoltre provocato un impressionante tracollo delle temperature.
In diverse località emiliane si è passati da 36-37 gradi a circa 20-22 gradi nel giro di pochissimo tempo, con una diminuzione fino a 16-17 gradi.
Il crollo termico è stato provocato dall’aria fredda trascinata verso il basso dalle precipitazioni e dalle raffiche discendenti.
Nel giro di pochi minuti, molte città sono quindi passate da condizioni di caldo estremo e afa opprimente a vento violento, nubifragi e temperature quasi autunnali.
Il bilancio resta ancora provvisorio
La conta definitiva dei danni richiederà tempo.
Al momento risultano una vittima nel Modenese e almeno un ferito lieve nello stesso incidente. A Bologna una persona è stata liberata dall’automobile colpita da un albero, ma non sono state diffuse informazioni su eventuali conseguenze fisiche gravi.
Non risultano, al momento della pubblicazione, altre vittime confermate direttamente riconducibili al temporale.
Il bilancio materiale appare invece molto pesante: centinaia di alberi e rami abbattuti, tetti scoperchiati, automobili danneggiate, strade e sottopassi allagati, blackout, linee ferroviarie interrotte e chilometri di code sulle autostrade.
Un passaggio rapido, durato soltanto poche ore, ma capace di mostrare tutta la potenza che può raggiungere un sistema temporalesco organizzato quando incontra un’atmosfera carica di calore e umidità.














