È ormai iniziata la terza importante ondata di caldo dell’estate 2026, con l’anticiclone africano nuovamente protagonista sull’Europa centro-occidentale, sul Mediterraneo e, di conseguenza, anche sull’Italia.
Luglio è normalmente uno dei mesi più caldi dell’anno, ma questa volta alle temperature tipicamente estive si aggiungerà una massa d’aria particolarmente rovente, richiamata direttamente dal deserto del Sahara.
Il riscaldamento globale non può essere considerato l’unica causa di una singola ondata di caldo, ma sta rendendo questi eventi più frequenti, intensi e duraturi. Anche giugno 2026 è stato eccezionalmente caldo in Europa, risultando il secondo più caldo mai rilevato sul continente secondo i dati Copernicus
Anticiclone africano sempre più intenso
A partire da lunedì 13 luglio, l’anticiclone africano dovrebbe rafforzarsi ulteriormente, favorendo un nuovo aumento delle temperature su gran parte della Penisola.
L’aria molto calda proveniente dal Sahara potrebbe portare valori diffusamente superiori alle medie climatiche del periodo, calcolate sul trentennio di riferimento 1991-2020.
Nelle zone maggiormente esposte, le anomalie potrebbero raggiungere localmente i 7-9°C e, durante la fase più intensa, persino valori superiori. Alcune elaborazioni modellistiche mostrano punte estreme fino a 45-46°C, soprattutto nelle aree interne delle isole maggiori e del Sud.
Si tratta però di proiezioni ancora a medio-lungo termine: l’esatta distribuzione delle temperature e gli eventuali record potranno essere confermati solamente con gli aggiornamenti più ravvicinati.
Quando finisce il caldo a luglio 2026?
La fiammata bollente potrebbe proseguire almeno fino a martedì 21 o mercoledì 22 luglio, quando l’anticiclone africano dovrebbe iniziare a perdere gradualmente forza.
Ed è proprio da mercoledì 22 luglio che potrebbe arrivare il cambiamento tanto atteso.
La struttura anticiclonica, dopo diversi giorni di grande intensità, potrebbe iniziare a mostrare le prime crepe. Contemporaneamente, dall’Atlantico potrebbero avanzare correnti più fresche nord-occidentali, dirette inizialmente verso l’Europa centrale e successivamente anche verso l’Italia.
Le proiezioni dei modelli meteorologici arrivano fino a circa 15 giorni, ma l’incertezza aumenta sensibilmente con la distanza temporale. Per questo motivo la tendenza alla rinfrescata appare interessante, ma dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti.
L’estate va in ferie per qualche giorno
A partire dal 22 luglio l’estate potrebbe quindi prendersi una breve pausa.
Naturalmente non verremo catapultati improvvisamente in autunno, ma il passaggio dalle correnti sahariane ai venti più freschi provenienti dai quadranti nord-occidentali potrebbe provocare una diminuzione delle temperature anche molto marcata.
Nel giro di pochi giorni potremmo passare da valori ampiamente superiori alla media a temperature normali o, temporaneamente, persino leggermente inferiori rispetto al periodo.
In alcune aree lo scarto termico tra il culmine dell’ondata di caldo e la successiva rinfrescata potrebbe risultare superiore ai 10°C.
Mappa delle anomalie della temperatura a 850 hPa (1500 metri slm) previste per il 25 luglio
Ultima settimana di luglio con caldo più moderato
Se questa tendenza verrà confermata, l’ultima settimana di luglio potrebbe essere caratterizzata da condizioni decisamente più gradevoli.
Per alcuni giorni potremmo finalmente vivere un’estate normale, con temperature massime generalmente comprese tra 26 e 28°C al Centro-Nord e valori prossimi ai 30°C sulle regioni tirreniche, sulla Puglia e sulle due isole maggiori.
Il caldo non scomparirà completamente e resteremo comunque nel cuore dell’estate, ma verrebbe meno quella componente estrema e opprimente causata dall’anticiclone africano.
Le temperature potrebbero quindi tornare più sopportabili anche durante le ore notturne, con una progressiva riduzione dell’afa e delle cosiddette notti tropicali.
Prima della rinfrescata possibili forti temporali
Nei giorni precedenti il cambiamento, le precipitazioni dovrebbero restare prevalentemente confinate alle Alpi e all’Appennino, dove potranno svilupparsi temporali pomeridiani e serali.
Una svolta più organizzata potrebbe invece verificarsi intorno a venerdì 24 luglio.
Una goccia d’aria fredda in quota potrebbe raggiungere il Nord Italia, provocando temporali anche di forte intensità. Il contrasto con l’aria molto calda e umida presente nei bassi strati potrebbe favorire grandinate, raffiche di vento e precipitazioni abbondanti concentrate in poco tempo.
La posizione e l’intensità della goccia fredda sono ancora da definire, quindi è prematuro indicare con precisione le regioni maggiormente coinvolte.
ECMWF e GFS: la rinfrescata è ancora da confermare
Il modello europeo ECMWF continua a mostrare, aggiornamento dopo aggiornamento, un possibile indebolimento dell’anticiclone durante la seconda parte del mese.
Anche il modello americano GFS aveva individuato con anticipo un cambiamento della circolazione atmosferica, ma nelle ultime elaborazioni non sempre conferma la rinfrescata con la stessa intensità e tempistica.
Queste differenze sono normali quando si analizzano scenari così lontani nel tempo. Saranno quindi fondamentali i prossimi aggiornamenti per capire quando finisce il caldo a luglio 2026 e quanto durerà la fase più fresca.
Al momento, la possibilità concreta è che dopo il picco del caldo previsto tra il 20 e il 22 luglio l’estate possa davvero “andare in ferie” per qualche giorno, lasciando spazio a temperature più normali e a una fase atmosferica maggiormente dinamica.
Tutti i prossimi aggiornamenti sulla previsione saranno pubblicati su MeteoMag.it.















