Dopo oltre dieci giorni di dominio quasi incontrastato, il potente anticiclone africano che sta attanagliando l’Europa centro-occidentale inizia finalmente a perdere consistenza. La struttura di alta pressione, responsabile di una delle ondate di caldo più lunghe e intense degli ultimi anni, tende infatti a spostare il proprio baricentro verso l’Europa orientale, lasciando spazio alle prime infiltrazioni di aria più fresca e instabile.
La domanda che molti si stanno ponendo in queste ore è semplice: quando finisce il caldo africano di giugno 2026? La risposta arriva dalle ultime evoluzioni atmosferiche, che indicano un progressivo cedimento dell’anticiclone proprio tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, con un cambio di circolazione sempre più evidente sull’Italia.
Quella in corso è stata una fase eccezionale sotto molti aspetti. Le temperature hanno raggiunto valori estremi su gran parte del continente europeo, con picchi fino a 40°C già nel mese di giugno in Spagna, Francia e Italia. Successivamente il caldo si è spinto anche verso l’Europa centrale, coinvolgendo la Germania, l’Inghilterra e diversi settori dell’Europa orientale, fino alle aree baltiche, dove sono stati registrati valori decisamente anomali per il periodo.
Si tratta dell’ennesimo segnale di un clima che continua a cambiare rapidamente. Gli effetti del riscaldamento globale sono ormai sotto gli occhi di tutti e l’Europa risulta essere uno dei continenti che sta pagando maggiormente questa tendenza. Estati sempre più calde, inverni miti e lunghi periodi con temperature di molti gradi superiori alle medie stagionali stanno diventando sempre più frequenti.
Nelle ultime ore, però, qualcosa ha iniziato a cambiare. Le prime infiltrazioni di aria più fresca, unite al progressivo indebolimento della struttura anticiclonica, stanno già favorendo la formazione di temporali anche intensi lungo la fascia alpina e su diverse zone della dorsale appenninica. È il primo segnale di un cedimento più importante dell’anticiclone africano.
La svolta più decisa è attesa nella giornata di mercoledì 1 luglio, quando una goccia fredda in quota riuscirà a raggiungere l’Italia. Questa figura depressionaria taglierà letteralmente in due l’anticiclone: una parte resterà confinata tra Spagna e Atlantico, mentre l’altra tenderà a spostarsi verso i Paesi dell’Est e il comparto russo.
Sul fronte delle temperature, il caldo resterà ancora molto intenso per circa 48 ore. Nella giornata di oggi, lunedì 29 giugno, le massime sono state diffusamente superiori ai 35°C su tutto lo Stivale, con punte fino a 38-40°C sulla Pianura Padana e valori intorno ai 37-38°C anche su diverse aree del Centro-Sud.
A partire dal tardo pomeriggio di mercoledì, il Nord Italia sarà il primo settore a essere liberato dalla calura grazie all’ingresso di correnti occidentali più fresche. Successivamente, nel corso della giornata di giovedì, il calo termico raggiungerà anche il Centro-Sud e le due Isole Maggiori. L’afflusso di aria più fresca dovrebbe poi proseguire almeno fino a domenica, garantendo una fase decisamente più respirabile rispetto agli ultimi giorni.
Ecco quindi quando finisce il caldo africano di giugno 2026: la svolta inizierà dal Nord tra il tardo pomeriggio e la serata di mercoledì 1 luglio, per poi estendersi gradualmente al resto dell’Italia nella giornata di giovedì 2 luglio. Non si tratterà di freddo vero e proprio, ma di un deciso calo delle temperature dopo una lunga fase di caldo estremo.
Attenzione però: all’inizio della prossima settimana una nuova cupola anticiclonica africana potrebbe tornare a rinforzarsi sull’Europa, riportando condizioni di caldo intenso. Si tratta però di un’evoluzione che approfondiremo nei prossimi aggiornamenti.
Per quanto riguarda le precipitazioni, tra oggi e martedì i fenomeni resteranno concentrati soprattutto sui rilievi alpini e appenninici. Nella giornata di mercoledì, invece, i temporali tenderanno a diventare più diffusi e potranno interessare anche le pianure del Nord e alcuni settori del Centro.
La fase più intensa è attesa tra la serata di mercoledì 1 luglio e la giornata di giovedì 2 luglio. La goccia fredda raggiungerà il Nord-Est italiano, favorendo lo sviluppo di temporali anche forti su Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Durante la notte i fenomeni tenderanno poi a estendersi verso il Centro, mentre entro la giornata di giovedì potranno coinvolgere anche il Sud e le Isole Maggiori con temporali sparsi.
Massima attenzione nelle aree raggiunte dai temporali. L’elevata quantità di energia disponibile, accumulata dopo giorni di caldo intenso e umidità elevata, potrà infatti agire come vero e proprio carburante al contatto con l’aria più fresca e instabile in arrivo dall’Atlantico.
Di conseguenza, non si escludono fenomeni localmente violenti, con rischio di nubifragi improvvisi, alluvioni lampo, grandine anche di grosse dimensioni, frequenti fulminazioni e forti colpi di vento. Sulle pianure del Nord, in particolare tra Pianura Padana e Veneto, non si può escludere nemmeno la formazione di fenomeni vorticosi, come trombe d’aria o tornado.
In sintesi, l’Italia si prepara a vivere una svolta meteo importante: dopo giorni di caldo estremo, l’arrivo di aria più fresca porterà un deciso calo delle temperature e una fase di instabilità anche marcata, con temporali localmente intensi a partire dal Nord e in successiva estensione al resto del Paese.
Il caldo africano di giugno 2026, dunque, ha ormai le ore contate, almeno temporaneamente. La tregua sarà accompagnata da fenomeni anche intensi, ma porterà anche un clima più respirabile dopo una delle fasi più roventi di questo inizio estate.

















