L’anticiclone africano sta tornando a rafforzarsi e a riposizionarsi sull’Europa centro-occidentale, richiamato verso nord dalla presenza di una perturbazione attualmente collocata nei pressi delle coste del Portogallo.
Questa configurazione favorirà una nuova e intensa risalita di aria molto calda proveniente direttamente dal deserto del Sahara. Durante il passaggio sopra il Mediterraneo, la massa d’aria tenderà inoltre ad arricchirsi di umidità, rendendo il caldo ancora più difficile da sopportare.
Nei prossimi giorni le temperature sono previste in ulteriore aumento, così come i tassi di umidità. Il risultato sarà un caldo sempre più afoso, soprattutto nelle grandi città, nelle pianure e nelle zone interne.
Temporali anche intensi al Nord
Un breve break temporalesco dovrebbe interessare oggi alcune regioni settentrionali.
La causa sarà il distacco di una piccola goccia fredda dalla perturbazione presente sull’Atlantico, capace di aumentare temporaneamente l’instabilità atmosferica sul Nord Italia.
Il forte contrasto tra l’aria molto calda e umida presente nei bassi strati e l’aria più fresca in arrivo in quota potrebbe favorire la formazione di temporali localmente intensi, accompagnati da forti raffiche di vento, grandine e precipitazioni abbondanti in poco tempo.
Si tratterà però solamente di una breve interruzione: il caldo tornerà rapidamente a intensificarsi.
Picco del caldo: quando arriveranno le temperature più elevate?
Come anticipato nel precedente aggiornamento, durante la settimana compresa tra il 13 e il 19 luglio le temperature potrebbero continuare gradualmente a crescere su gran parte dell’Italia.
La fase più estrema di questa terza ondata di caldo dell’estate 2026 potrebbe però essere raggiunta intorno a martedì 21 luglio, quando l’anticiclone africano potrebbe raggiungere la sua massima intensità.
Le proiezioni modellistiche a lunga distanza mostrano uno scenario potenzialmente eccezionale, anche se dovrà essere confermato nei prossimi aggiornamenti.
Su molte regioni italiane si potrebbero superare diffusamente i 35°C, con valori compresi tra 38 e 42°C nelle aree interne e nelle pianure maggiormente esposte.
Cartina delle temperature massime previste per martedì 21 Luglio 2026:
Possibili picchi fino a 45-46°C
Le temperature più elevate potrebbero essere registrate nelle zone interne delle due isole maggiori, lungo il versante adriatico e in alcuni settori della Pianura Padana.
Negli scenari più estremi non sono esclusi picchi locali di 44-46°C, soprattutto nelle aree interne della Sardegna, della Sicilia e del Sud Italia. Valori vicini o superiori ai 40°C potrebbero però interessare anche alcune zone del Centro e del Nord.
Sul resto della Penisola le temperature massime potrebbero generalmente oscillare tra 37 e 39°C, con condizioni di forte disagio aggravate dall’elevata umidità.
È ancora presto per stabilire con precisione dove saranno raggiunti i valori più alti. Le previsioni oltre i sette-dieci giorni presentano infatti un margine d’incertezza considerevole e saranno necessari ulteriori aggiornamenti per confermare intensità, durata e distribuzione geografica del caldo.
Qualora queste proiezioni venissero confermate, alcune località potrebbero avvicinare o superare i propri record storici di temperatura.
Mediterraneo sempre più caldo
Un altro elemento particolarmente preoccupante riguarda le temperature superficiali del Mediterraneo, che durante questa estate stanno raggiungendo valori eccezionalmente elevati.
In alcuni settori del bacino le acque risultano molto più calde rispetto alla media climatica, con anomalie particolarmente marcate. Localmente, nelle zone costiere e nei tratti di mare meno profondi, possono essere raggiunti o superati i 30°C.
Un mare così caldo contiene una grande quantità di energia e di umidità, che potrebbe diventare disponibile con l’arrivo delle prime perturbazioni più organizzate e delle correnti fredde in quota.
Durante la fine dell’estate e l’autunno, il contrasto tra il mare surriscaldato e le prime masse d’aria più fredde potrebbe quindi favorire temporali molto intensi, nubifragi e sistemi depressionari particolarmente profondi.
In presenza di condizioni atmosferiche favorevoli potrebbero svilupparsi anche cicloni mediterranei, talvolta definiti “Medicane”. La temperatura del mare, tuttavia, rappresenta solamente uno degli elementi necessari: per la loro formazione servono anche una particolare configurazione dei venti, instabilità atmosferica e una depressione ben organizzata.
La tendenza resta quindi da seguire con grande attenzione. Nei prossimi aggiornamenti capiremo se martedì 21 luglio potrà davvero rappresentare il picco del caldo e se alcune zone italiane rischieranno di avvicinarsi alla soglia eccezionale dei 46°C.
















