Il caldo estremo sta per scontrarsi con le prime infiltrazioni di aria più fresca provenienti dal Nord Europa.
Questa configurazione potrebbe favorire lo sviluppo di una nuova raffica di temporali, localmente accompagnati da grandine, forti raffiche di vento, nubifragi e un’elevata attività elettrica.
Sono due i passaggi da tenere sotto osservazione: il primo è atteso durante martedì 21 luglio, mentre un secondo e potenzialmente più organizzato peggioramento potrebbe raggiungere il Centro-Nord fra sabato 25 e domenica 26 luglio.
Martedì 21 luglio: prima goccia fredda sull’Italia
Durante martedì una piccola circolazione depressionaria in quota, comunemente definita goccia fredda, attraverserà parte dell’Italia.
L’ingresso di aria più fresca sopra uno strato atmosferico molto caldo e ricco di umidità potrà provocare un rapido aumento dell’instabilità.
I temporali interesseranno principalmente il Nord Italia e, successivamente, parte delle regioni centrali, con possibili fenomeni anche sulle Marche.
La distribuzione non sarà uniforme: alcune località potrebbero rimanere quasi completamente all’asciutto, mentre a pochi chilometri di distanza potranno verificarsi precipitazioni molto intense.
Emilia-Romagna fra le zone da monitorare
Il rischio di fenomeni forti potrebbe risultare maggiore sull’Emilia-Romagna, soprattutto qualora le correnti convergenti nei bassi strati favorissero la formazione di sistemi temporaleschi organizzati.
In presenza di celle lente o capaci di rigenerarsi sulla stessa area, non si possono escludere accumuli di pioggia molto elevati in poco tempo, con allagamenti urbani e locali piene improvvise dei corsi d’acqua minori.
Fra i fenomeni associati saranno possibili:
- grandinate localmente di medie o grosse dimensioni;
- forti raffiche discendenti;
- nubifragi concentrati;
- frequenti fulminazioni;
- improvvisi cali della temperatura;
- riduzione della visibilità e problemi alla circolazione.
Sul Piemonte e su parte della Lombardia i fenomeni potrebbero risultare più irregolari e meno diffusi, ma anche in queste regioni non si possono escludere temporali locali.
Nuova perturbazione fra il 25 e il 26 luglio
Dopo una fase più stabile, l’attenzione si sposterà sul fine settimana.
Fra sabato 25 e domenica 26 luglio, una perturbazione insolitamente strutturata per il periodo potrebbe avvicinarsi all’Italia settentrionale.
Le elaborazioni mostrano la possibile formazione di un minimo depressionario al suolo sul Nord Italia o nelle immediate vicinanze. Alcuni scenari ipotizzano valori prossimi ai 1.000 hPa, indicativi di una circolazione piuttosto profonda per la stagione estiva.
La posizione esatta del minimo sarà fondamentale. Uno spostamento anche di poche centinaia di chilometri potrebbe cambiare notevolmente le zone maggiormente colpite e l’intensità del maltempo.
Possibile maltempo su gran parte del Centro-Nord
Qualora la traiettoria venisse confermata, il secondo peggioramento potrebbe coinvolgere gran parte del Nord e successivamente le regioni centrali.
I temporali potrebbero essere accompagnati da precipitazioni abbondanti, grandine e forti colpi di vento, soprattutto sulla Pianura Padana, sulle regioni nord-orientali e lungo il versante adriatico.
I fenomeni dovrebbero risultare meno diffusi al Sud e sulle isole maggiori, dove la perturbazione potrebbe manifestarsi soprattutto attraverso un rinforzo dei venti e una graduale diminuzione delle temperature.
Perché i temporali possono diventare violenti
Il principale elemento di rischio è rappresentato dall’enorme quantità di energia accumulata durante l’ondata di caldo.
Temperature molto elevate, forte umidità nei bassi strati e ingresso di aria più fresca in quota costituiscono una combinazione favorevole allo sviluppo di temporali intensi.
Non è però possibile stabilire con molti giorni di anticipo quali singole province saranno colpite dai fenomeni più violenti. I dettagli relativi a grandine, nubifragi e raffiche di vento diventano realmente affidabili soltanto a breve distanza dall’evento, attraverso modelli ad alta risoluzione, radar e osservazioni in tempo reale.
La tendenza al ritorno dei temporali appare concreta. Per individuare le aree maggiormente esposte saranno decisivi i prossimi aggiornamenti.












