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Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?

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Neve al Sud ed Alpi estere, e sole al Nord Italia. Quando un possibile sblocco?
QUANTO C’E’ DI VERO SU DI UNA IMMINENTE IRRUZIONE SIBERIANA?

«Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?»

SITUAZIONE ATTUALE

Continua la fase di spiccata dinamicità Atmosferica sul nostro Continente.

Tra l’Oceano Nord Atlantico e la Gran Bretagna un forte Anticiclone caldo, e dai connotati tutt’altro che invernali, continua a rafforzarsi con valori di Pressione attorno ai 1035 hpa.

Il Vortice Polare Nord Americano si compatta tra la Groenlandia ed il Mar di Norvegia dove, una Tempesta Artica diventa sempre più pericolosa per le coste Nord Orientali groenlandesi e le Isole Svalbald.

Qua fortissimi venti da Uragano imperversano attorno ad un profondissimo Ciclone Artico che ha raggiunto i 947 hpa, e che già interessa anche la Norvegia.

Il Continente europeo subisce, ad Ovest l’influenza del caldo e secco Anticiclone Oceanico, ad Est invece l’influenza di una Saccatura Artica in seno al Vortice Polare Euro-Asiatico.

Una Depressione con minimo da 997 hpa oggi interessa il nostro Sud Italia, Albania e Grecia con estensione massima fin sulla Tunisia.

Il Nord Italia invece è ancora ben protetto dalla barriera alpina che impedisce alle gelide Correnti Artiche di portare nubi e precipitazioni a Sud delle Alpi dove regna sovrana la siccità.

«Alpi a 2 facce, In Austria Metri Di Neve, Al Nord Ovest Italiano Secco E Incendi»

In questo articolo puoi verificare qual’è l’esatta situazione meteorologica che ormai da settimane staziona sulle Alpi, con tanto di fotogallery.

A Nord incessanti nevicate dovute all’effetto di sollevamento delle masse d’aria fredda Artica, lungo i versanti sopravvento delle Alpi, soprattutto Austriache.

A Sud, secchissime correnti favoniche responsabili di cieli limpidi e tersi tra le Alpi italiane, Pianura Padana ed Appennino Settentrionale.

Non mancano gli incendi, per lo più dolosi e comunque, facilitati o amplificati dai forti venti favonici.

Ieri, Mercoledì 9 Gennaio sulle Alpi Biellesi ed Aostane il vento soffiava ancora attorno ai 50 chilometri orari con raffiche anche più forti lungo i crinali alpini.

In Austria la situazione si sta facendo a tratti drammatica per via di accumuli di neve impressionanti che, oltre i 2000 mt superano già i 350/400 cm.

Altre nevicate oltre i 100 cm, potrebbero continuare ad imperversare durante tutto il prossimo fine settimana.

A QUANDO LO SBLOCCO DI QUESTA SITUAZIONE?

«Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?»

In realtà, nonostante le proiezioni dei principali modelli matematici lascino intravvedere qualche spiraglio di probabilità che la neve possa tornare, fino a bassa quota anche al Nord, a guardar meglio ci si accorge che le reali probabilità sono davvero risicate.

Da alcuni giorni, i più blasonati siti web italiani che si occupano di Meteorologia lasciano intendere che il tempo cambierà a breve, e che potrebbe tornare la neve al Nord.

Si parla genericamente di uno sblocco della situazione, di una irruzione Siberiana che potrebbe portare gelo e neve e, i per i più estremisti, persino del cosiddetto Buran o Burian.

In realtà si tratta più di penuria di accessi ai siti web, dovuti alla mancanza di interesse da parte degli appassionati lettori che, non trovano stimoli di lettura in assenza di fenomeni meteo rilevanti.

E se questi fenomeni mancano, cosa di meglio che inventarseli ipotizzando questo o quello?

Intendiamoci, dai modelli matematici più blasonati, l’Europeo ECMWF e l’Americano GFS con il suo nuovo parallelo, non mancano segnali di un possibile cambiamento.

Segnali o poco più, certezze? nessuna!

In realtà però, sappiamo che è dall’inizio dell’inverno che i modelli matematici, sul lungo periodo, partono in quarta, ipotizzando continue irruzioni gelido-nevose d’altri tempi.

Peccato che poi, col passare dei giorni ogni irruzione venga ridimensionata e riportata alla norma, da un Riscaldamento Globale del Pianeta che continua a generare ingombranti Anticicloni Oceanici, la cui influenza non manca mai di estendersi fin sull’Italia.

LE PREVISIONI TRIMESTRALI DEL MODELLO AMERICANO CFSv2 VANNO IN CONTRO-TENDENZA

Si tratta del più importante modello globale di previsione a lunghissima scadenza, trimestrale, stagionale e persino semestrale.

La sua affidabilità va aumentando giorno dopo giorno, mese dopo mese.

Fin’ora non ha sbagliato un colpo sin dalla scorsa primavera

Ha previsto correttamente l’arrivo del caldo di Aprile e tutte le successive bolle calde africane, ipotizzando correttamente le anomalie pluviometriche e termiche sul nostro Continente.

Orbene, a guardare il suddetto modello di previsione, ad oggi non si riesce a scorgere alcuna irruzione Siberiana degna di nota, né tanto meno l’arrivo di precipitazioni degne di un incisivo scarto rispetto alla norma.

E non sto parlando soltanto dell’Italia, ma in linea di massima anche del resto d’Europa.

E questo, nonostante da giorni i grandi siti web siano tutti concentrati nell’ipotizzare effetti clamorosi successivi all’avvenuto riscaldamento della Stratosfera, il cosiddetto Stratwarming.

Sappiamo tutti quanti che un riscaldamento Stratosferico a latitudini Settentrionali, fino a quelle Polari, provoca sempre relativi sconquassi Atmosferici sul nostro Continente.

Sappiamo pure che, da più parti si parla da settimane di “rottura” del Vortice Polare che, per chi non mastica terminologia meteorologica significa che:

La vastissima Depressione invernale che interessa tutte le zone più Settentrionali del nostro emisfero, smetterà di avere la sua classica forma compatta e circolare ma, potrebbe assumere forma variabile.

In soldoni, le grandi Depressioni potrebbero disporsi lungo i Meridiani, anziché lungo i Paralleli, spalmandosi sui bordi dei caldi ed anomali Anticicloni invernali.

Il Nord America sta già vivendo giornate assolutamente anomale 

Caldi Anticicloni stanno portando temperature tutt’altro che invernali su molte aree del Nord America.

Alaska e Canada stanno vivendo un inverno tutt’altro che dai tipici connotati invernali con anomalie termiche a 2 metri d’altezza fino a +2/+3°C con assenza di precipitazioni e giornate molto miti.

Anticicloni caldi interessano anche gran parte degli Usa con anomalie negative soltanto sul Golfo del Messico-Texas e Golfo di San Lorenzo oltre il Quebec.

Le Depressioni Artiche interessano soltanto la porzione più Orientale del Canada tra Labrador e Terranova.

CALDO ANOMALO ANCHE IN NORD ATLANTICO

Anticicloni a matrice Tropicale dalle coste del Brasile iniettano aria calda verso Nord e poi Nord Est, spingendo masse d’aria calda entro l’Anticiclone Azzorriano.

Questo si rafforza, ora verso Est, estendendo la sua influenza fin verso l’Italia ed il Mediterraneo Centro-Occidentale, ora verso Nord portando un anomalo inverno mite sulle isole Britanniche.

Insomma a guardare le varie proiezioni del modello stagionale CFSv2 non c’è molta trippa per gatti, e non farti ingannare dalla solita favoletta del Burian o Buran.

PROIEZIONI STAGIONALI IN CONTRO-TENDENZA RISPETTO ALLE IPOTESI DI GELO SIBERIANO

«Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?»

Se si vuole fare del Meteo l’ennesima miniera di soldi facili, allora si possono scrivere fiumi di inutili parole.

La lingua italiana sappiamo prestarsi ottimamente a libere interpretazioni.

Si possono usare titoli ad effetto e dire che il gelo arriverà anche in Italia, senza specificare dove, consapevoli che in qualche sperduto angolo della nostra penisola qualcosa giungerà, e nessuno potrà obiettare che non era vero.

E non serve neppure ingaggiare neo-laureati a dare autorevolezza alle fantasiose previsioni.

Non è che i laureati in fisica dell’atmosfera hanno occhi diversi da quelli di un comune appassionato di lunga data, auto-didatta.

Quello che le mappe dicono, è uguale per tutti

Ancor peggio se scritto con telegrafici articoletti che, chiamarli “articoli” è un immeritato complimento, trattandosi di brevissimi sunti da non più di 15/20 striminzite righe, farcite da decine di spazi pubblicitari.

Quasi che il lettore medio del web, è considerato un ignorante che è bene che rimanga tale, nella sua beata ignoranza

Forse il laureato o l’auto-didatta le mappe potrebbero interpretarle meglio, in base all’esperienza passata, ai riscontri col passato, ma soprattutto in base alla propria onestà intellettuale che li porterà ad interpretarle senza tifare per il caldo o per il gelo.

Cosa che magari potrebbe suggerire di fare un editore che guarda più al ritorno economico, che non a quello dell’informazione senza filtri.

IL NOAA TAGLIA CORTO: NESSUNA IRRUZIONE SIBERIANA DEGNA DI NOTA

Se vogliamo davvero cercare segnali di un inverno che promette faville, o meglio gelo, neve e fenomeni estremi, meglio guardare anche le mappe più “scomode“.

Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?

Prendo a modello il CFSv2 Seasonal Standardized Tm2 anomalies NWS/NCEP/CPC

Modello trimestrale delle anomalie a 2 metri d’altezza per i mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo 2019.

Come puoi vedere dalla mappa, NON c’è alcuna anomalia prevista per la gran parte d’Europa, salvo una piccola porzione d’Europa Nord Orientale tra Finlandia Meridionale, Estonia, Lettonia e Lituania con anomalia negativa.

Se anche ci sarà qualche irruzione Artico-Siberiana, questa sarà del tutto temporanea e non in grado di cambiare le sorti di un trimestre che non vedrà il gelo quale indiscusso protagonista, ma solo come co-protagonista.

Il modello GFSV2 a 2 metri per il mese di Gennaio 2019

Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?

Anche in questo caso non è che ci sia tutta questa trippa per gatti.

Il modello GFSv2 per il mese di Gennaio indica anomalie termiche negative su parte della Penisola Iberica, Francia, Svizzera, Austria, Bosnia ed Italia, oltre alle già citate zone dell’Europa Nord Orientale.

Unica anomalia positiva in Islanda, segno che il caldo Anticiclone Oceanico continuerà a stazionare in Oceano con blanda influenza sull’Europa Occidentale e Gran Bretagna.

Le correnti fredde continueranno a virare attorno all’Anticiclone giungendo da Nord Est, con buona pace delle nostre Alpi che vedranno ancora moltissima neve cadere sui versanti alpini esteri e pochissima su quelli italiani.

Anche le anomalie pluviometriche sono piuttosto scoraggianti

Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?

Anche in questo caso, le anomalie pluviometriche rispecchiano in pieno quanto ipotizzato a livello di temperature continentali.

Anticiclone Oceanico esteso anche al Portogallo, ad invadere la Gran Bretagna ed influenzare marginalmente Islanda, Danimarca e soprattutto la Scandinavia.

Le anomalie pluviometriche positive, come facilmente prevedibile, per l’Austria, Germania e Polonia dove giungono correnti fredde da Nord Est o Est-Nord Est, la Grecia e soprattutto la Turchia, bersaglio di gelide correnti Siberiane.

Stratwarming senza successo, causa Riscaldamento Globale del Pianeta

Chi sta cercando segnali di un possibile imminente inverno gelido-siberiano, farebbe meglio a tornare con i piedi per terra e considerare che siamo in piena fase di Riscaldamento Globale del Pianeta.

Grandi masse che si muovono con spiccata dinamicità atmosferica.

Grandi masse calde che contrastano con altrettanti masse gelide

A volte prevale l’influenza di una, a volte quella dell’altra.

Di certo il riscaldamento della Stratosfera ha il limite che, gli Anticicloni presenti in Atmosfera sono davvero tenaci ed ingombranti.

Complici le correnti adiabatico-favoniche, il Nord Italia sta vivendo giornate più da precoce primavera che non da inverno.

Le temperatura minime in Europa spesso scendono su valori bassi ma mai da rigori invernali.

Stamani in Gran Bretagna le minime erano prossime agli +8/9°C in gran parte del territorio.

Le massime non faticano mai a superare i +12°C spingendosi anche fin verso i +15°/17°C in varie zone d’Europa (oggi a mezzogiorno +18°C a Gibilterra).

Insomma siamo di fronte a temperatura tutt’altro che tipicamente invernali e l’arrivo di masse fredde da Nord Est, in seno alle Saccature Artiche, non fa che portare piccoli e temporanei raffreddamenti che non agiscono sul lungo periodo.

I grandi raffreddamenti invernali, quelli che stazionano a lungo, vorrei ricordare che non li portano rapide Saccature Artiche, ma gli Anticicloni Termici.

L’ORSO IN VIA D’ESTINZIONE

C’erano una volta gli Anticicloni Termici invernali

Quegli Anticicloni in grado di comprimere nei bassi strati atmosferici grandi masse d’aria preesistente, con iniezioni d’aria gelida da Est.

Sempre i soliti siti web specializzati nell’attirare l’attenzione dei lettori con titoli ingannevoli, settimane fa, favoleggiavano di un imminente 1985 bis.

Scrivevano fiumi di parole dicendo che lo Stratwarming e la conseguente formazione di un Anticiclone Britannico-Scandinavo avrebbero riportato un 1985 bis sull’Europa.

Ipotizzavano di gelo estremo, di grandi nevicate possibili a lungo termine, di Buran o Burian che dir si voglia, insomma elucubravano, dimenticandosi che nel 1985 sull’Europa dominava un gelido Anticiclone Termico che portava i -20°C sull’Italia, mentre quest’anno domina il mite Anticiclone Oceanico.

Due situazioni meteo diametralmente opposte

Da un lato Anticiclone Termico, dall’altro Anticiclone Dinamico e per giunta molto caldo.

Come si può pensare che un riscaldamento della Stratosfera possa portare sconquassi in un’atmosfera già dominata da masse d’aria calda?

Come potrebbe aria calda che sopraggiunge su altra aria calda generare sconquassi?

Sconquassi di cosa?

Anche dove di tanto in tanto fa freddo, passata l’ennesima Saccatura Artica torna l’anomalo tepore.

Il Monte Rosa sulle Alpi Occidentali fino a ieri non aveva ancora provato l’ebrezza delle temperature prossime ai -30°C.

Il 2 Gennaio 2019 per la prima volta la temperatura era scesa a -26°C ma, il primo di Gennaio la massima saliva al “mite” valore di -8,1°C

A Dicembre 2018 il valore minimo scendeva soltanto fino ai -25.6°C il giorno 11 ma, il giorno 7 la massima saliva a ben -6.6°C di massima.

Puoi trovare tutte le altre temperature minime e massime del Monte Rosa nella nostra pagina dedicata al METEO MONTE ROSA.

Ieri sulla vetta del Monte Rosa, finalmente il primo valore minimo prossimo ai -30°C. Il primo da mesi e mesi a questa parte

-31.2°C di minima con valore minimo a -29.9°C nella mattinata di oggi 10 Gennaio 2019.

In conclusione

Attendiamoci certamente ancora qualche altra irruzione Artica.

Forse anche una di tipo prettamente Siberiano, ma ricordiamoci che ci troviamo, e continueremo a trovarci di fronte ad una lunga fase caratterizzata da caldi Anticicloni Oceanici.

Questi domineranno incontrastati l’Oceano Atlantico, ora più a Nord, ora più a Sud, talvolta più ad Est o più ad Ovest, ma sempre lì rimarranno a respingere spostamenti verso Ovest di eventuali lobi europei del Vortice Polare.

Qualche Saccatura Artica riuscirà a raggiungere Francia e Spagna, perciò anche l’Italia ma, la regola probabilmente sarà che le Saccature Artiche domineranno molto più ad Est.

Valle del Danubio, Est europeo, Carpazi, Grecia, Turchia e Mar Nero, potrebbero essere i veri bersagli delle Saccature Artiche non l’Italia.

E se anche qualcuna riuscirà a raggiungere l’Italia, avremo ancora condizioni spesso favoniche al Nord con nevicate dal Centro al Sud Italia, ora fino al livello del mare, ora soltanto a quote collinari.

Tutto questo dipenderà dall’intensità dell’irruzione e dalla tipologia di masse fredde che, solo a tratti potranno risultare davvero gelide.

Come detto, il modello Americano CFSv2 non è che lasci molto spazio alle libere interpretazioni.

«Previsioni: arriverà il Burian o continuerà lo status quo?»
di Angelo Giovinazzo @ Meteomag.it

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