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Foehn al Nord-Ovest: valori record del 24 Ottobre 2018

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Caldo record al Nord Italia, come fosse estate. Molte località sopra i +30°C

Colpa del caldo Anticiclone Oceanico e delle correnti favonizzate

Foehn al Nord-Ovest: valori record del 24 Ottobre 2018.

Era atteso da giorni, è arrivato rispettando i pronostici, ovvero quello di temperature molto alte.

Parliamo del Favonio (detto anche Föhn, in tedesco [ˈføːn]), italianizzato con la forma Fohen / Fohën.

Si tratta di un vento di caduta che dalle vallate alpine si estende talvolta fino in Pianura Padana regalando giornate dal sapore primaverile-estivo.

E’ proprio il caso di oggi dove, tra Piemonte, Lombardia ed Emilia si sono superati i +30°C in alcune località.

24 Ottobre 2018. Caduti alcuni record mensili di caldo

In alcuni casi, si è trattato dell’abbattimento dei record (relativi a ottobre) decennali:

  • Bergamo Orio Al Serio ha rimpiazzato i 29.0°C relativi all’ottobre 1997 con i 30.4°C odierni.
  • Milano Brera con 28.6°C ha superato i 28.0°C del 2011.
  • Cambiando regione, sempre al 2011 risalivano i precedenti 29.0°C di Parma aeroporto, oggi sostituiti da 31.0°C.

+31.5°C. Il Record di caldo nazionale del 24 Ottobre 2018

Ma la temperatura più alta del giorno in Italia, è stata condivisa tra Bergamo Stadio e Stezzano (BG).

Temperature alte, oltre che in Emilia e Lombardia, come già detto, anche in Piemonte, con ben 31.3°C registrati nel VCO, ad Ornavasso.

Caldo eccezionale anche nella bassa Valle d’Aosta con +30.1°C registrati a Champdepraz (AO), con valore identico registrato anche a Casale Monferrato.

Altri valori molto elevati i +29.9°C di Masserano (BI) ed Albano Vercellese, i +29.5°C di Varallo Pombia, nella valle del Ticino, i +29.1°C di Biella ed i +29.0°C di Massazza (BI).


Come si forma il foehn?

Come in questo caso, alla base del fenomeno, c’è una massa d’aria che preme verso una barriera orografica (le Alpi).

L’aria, costretta a una risalita forzata della catena montuosa, si raffredda lentamente e disperde la sua umidità sotto forma di nubi e precipitazioni sul versante sopravento (dove si ha il cosiddetto effetto Staü).

L’aria ascendente, disperdendo umidità a causa della diminuzione di pressione durante la risalita, cede il calore latente della condensazione all’ambiente circostante.

Giungerà poi al crinale di montagna secca e pronta ad acquistare, secondo lo schema del gradiente termico verticale adiabatico secco, circa 1°C ogni 100 metri nella sua discesa impetuosa nel versante sottovento.

Ne risulta, tecnicamente parlando, una compressione adiabatica, cioè senza scambi di calore con l’ambiente.

Risultato: sul versante italiano troviamo una zona priva di nubi, soleggiata, ventosa con forti raffiche e mite se non calda. Sull’altro versante, nubi basse, piogge e nevicate ad una certa quota.

Può succedere l’opposto? E quali dei due casi è il più frequente?

Succede tranquillamente l’opposto, dove con correnti sciroccali è il versante italiano ad essere interessato da Staü, forti piogge e abbondantissime nevicate in quota.

Sull’altro versante, quello Nord alpino, si avranno invece condizioni molto miti e secche accompagnate da cielo caratterizzato da nubi alte e sfilacciate.

Il nome Favonio, termine nato dall’italiano del Canton Ticino, sta ad indicare come, questo fenomeno in Svizzera è molto comune in questo Cantone.

Fohen adiabatico verticale, provocato dalle Bolle Calde Africane

Succede però, negli anni recenti, caratterizzati dal Riscaldamento Globale del Pianeta che, il fenomeno dei rialzi termici adiabatici si presenti con cieli completamente sgombri da nubi e totale assenza di vento.

É quanto è accaduto nella giornata del 24 Ottobre 2018 quando, durante le prime ore del pomeriggio si è assistito ad una rapidissima impennata termica senza che si vedesse muovere una foglia.

A Biella, per esempio, alle ore 13 il termometro segnava +23°C, che per il 24 di Ottobre era già una temperatura piuttosto elevata.

Alle ore 14:30 segnava già i +29°C, rimasti stabili fino attorno alle 15 quando si è registrato il valore massimo di +29.1°C.

La calma assoluta di vento era dovuta in questo caso ad una bolla calda africana giunta dall’Oceano, che premeva dall’alto verso il basso, comprimendo la massa d’aria verso i bassi strati atmosferici.

La compressione verticale, tipica delle masse d’aria di lontana origine equatoriale, oltre ad essere già calda in quota, in questi casi acquista ulteriore calore per effetto adiabatico raggiungendo valori davvero eccezionali.

Foehn al Nord-Ovest: valori record del 24 Ottobre 2018
Scritto da: Nunzio Larosa

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