NEWS Incendio in discoteca almeno 50 morti e 150 feriti in Macedonia
Nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2025, la città di Kočani, in Macedonia del Nord, è stata teatro di una tragedia che ha scosso l’intera nazione.
Un incendio devastante ha colpito la discoteca “Pulse” durante un concerto del duo hip-hop locale DNK, causando la morte di 59 persone e oltre 150 feriti.
La dinamica dell’incidente
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio è stato innescato dall’uso di effetti pirotecnici durante l’esibizione musicale.
Le scintille avrebbero raggiunto il soffitto del locale, realizzato con materiali altamente infiammabili, provocando una rapida propagazione delle fiamme e la formazione di un denso fumo.
La discoteca era sovraffollata, con una presenza stimata di circa 1.500 persone, a fronte di una capienza massima consentita di 700.
Le vittime e i soccorsi
Le vittime avevano un’età compresa tra i 14 e i 25 anni.
Tra i deceduti, si segnala la perdita del calciatore professionista Andrej Lazarov, 25 anni, che ha perso la vita nel tentativo di salvare altri presenti durante l’incendio.
I feriti sono stati trasportati negli ospedali di Kočani, Štip e Skopje, con alcuni in condizioni critiche.
Le indagini e le responsabilità
Le autorità hanno avviato un’indagine approfondita per accertare le cause dell’incendio e le eventuali responsabilità.
È emerso che la discoteca operava senza una licenza valida e mancava delle necessarie misure di sicurezza, come uscite di emergenza adeguate e estintori funzionanti.
Sono state arrestate 15 persone, tra cui funzionari governativi e il proprietario del locale, con l’accusa di corruzione e negligenza nella concessione delle licenze.
Le reazioni e il lutto nazionale
Il governo della Macedonia del Nord ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale in memoria delle vittime.
Il primo ministro Hristijan Mickoski ha espresso profondo cordoglio e ha promesso giustizia per le famiglie colpite dalla tragedia.
La comunità internazionale ha manifestato solidarietà, con messaggi di condoglianze provenienti da vari leader mondiali.
Questo tragico evento ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nei luoghi pubblici e sull’integrità delle procedure di autorizzazione, evidenziando la necessità di riforme per garantire la sicurezza dei cittadini e prevenire future tragedie.